Pinacoteca Nazionale di Siena  

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A Scheme for abolishing all Words is one of the wittiest and smartest comments on semantics. (Illustration: extreme close-up from the movie "The Big Swallow" (1901), produced and directed by James Williamson (1855-1933)
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A Scheme for abolishing all Words is one of the wittiest and smartest comments on semantics. (Illustration: extreme close-up from the movie "The Big Swallow" (1901), produced and directed by James Williamson (1855-1933)
Ghismonda con il cuore di Guiscardo

La Pinacoteca Nazionale di Siena è la più importante raccolta artistica della città e una delle più grandi collezioni di dipinti a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese al mondo.

La pinacoteca è stata inaugurata nel 1932.

La sede

La pinacoteca è ubicata nei palazzi Brigidi e Buonsignori presso via San Pietro.

Il Palazzo Buonsignori, nonostante la sua edficazione risalga al XV secolo, presenta una facciata direttamente ispirata al medievale palazzo pubblico della città, anche grazie ai restauri puristi della seconda metà del XIX secolo.

Il Palazzo Brigidi è invece di più antica costruzione (XIV secolo) ed è solitamente identificato come l'antica residenza della famiglia Pannocchieschi e quindi anche di Nello, sposo della celebre Pia dantesca.

La collezione

Nutritissima di dipinti di raffinata qualità, la pinacoteca documenta essenzialmente l'evoluzione della pittura senese dal XIII al XVIII secolo.

Al secondo piano nelle prime due sale ammiriamo le opere più antiche, fra le quali alcune di Guido da Siena: da segnalare nella seconda sala il San Pietro in trono e sei storie della sua vita.

Nelle sale 3-4-5-6 vi è raggruppato un corpus di opere di mano di Duccio e dei suoi seguaci, a testimonianza della definitiva affermazione di una scuola pittorica senese di altissimo livello. Da non perdere: la Madonna dei Francescani di Duccio, la Madonna col Bambino del Maestro di Badia a Isola e la Crocifissione con san Francesco di Ugolino di Nerio.

Le sale 7-8 sono invece dedicate a Simone Martini e ai suoi seguaci: si segnala lo splendido ciclo del Beato Agostino Novello e i suoi miracoli (1330 ca.). Nella settima sala vi è invece la Pala del Carmine (1328 - 29) di Pietro Lorenzetti, uno dei capolavori assoluti del trecento senese.

Nella sala 8 vi sono i pittori senesi attivi dopo la peste del 1348: si veda la pala con Adorazione dei Magi capolavoro di Bartolo di Fredi.

Le sale 9-10-11 sono dedicate al momento di passaggio tra il trecento senese e il primo rinascimento: spiccano le opere di Taddeo di Bartolo.

Le sale 12-13 sono appunto occupate da artisti quali Giovanni di Paolo, Stefano di Giovanni detto il Sassetta, testimoni di un periodo, il Rinascimento senese, poco considerato.

Il Rinascimento maturo si trova nelle sale 14-15 con opere di Francesco di Giorgio Martini, Matteo di Giovanni e Neroccio di Bartolomeo. A Sano di Pietro sono quasi interamente dedicate le sale 16-17. Nella loggia attigua (sala 18) fa bella mostra di sè la Madonna dell'Umiltà di Domenico di Bartolo (1433). Nella sala 19 vi è una ricca galleria di opere raffiguranti santi senesi.

Al piano inferiore si ammirano opere del Cinquecento senese di mano di artisti quali Antonio Bazzi detto Il Sodoma (Cristo alla colonna e Deposizione) e di Domenico Beccafumi (Nascita della Madonna e San Michele che scaccia gli angeli ribelli.




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