Manifesto of Futurist Architecture  

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Train wreck at Montparnasse (October 22, 1895) by Studio Lévy and Sons.
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Train wreck at Montparnasse (October 22, 1895) by Studio Lévy and Sons.
Futurist architecture

Manifesto of Futurist Architecture, by Antonio Sant'Elia (Florence) Lacerba, July 11, 1914.

"We must invent and rebuild the Futurist city like an immense and tumultuous shipyard, agile, mobile and dynamic in every detail; and the Futurist house must be like a gigantic machine. The lifts must no longer be hidden away like tapeworms in the niches of stairwells; the stairwells themselves, rendered useless, must be abolished, and the lifts must scale the lengths of the façades like serpents of steel and glass. The house of concrete, glass and steel, stripped of paintings and sculpture, rich only in the innate beauty of its lines and relief, extraordinarily "ugly" in its mechanical simplicity, higher and wider according to need rather than the specifications of municipal laws. It must soar up on the brink of a tumultuous abyss: the street will no longer lie like a doormat at ground level, but will plunge many stories down into the earth, embracing the metropolitan traffic, and will be linked up for necessary interconnections by metal gangways and swift-moving pavements. "

Italian text

Il Manifesto dell'Architettura Futurista fu pubblicato l'11 luglio 1914 dall'architetto Antonio Sant'Elia. Le sue tavole della "Città Nuova", propongono un nuovo modello di architettura che esalta la funzionalità alla bellezza. Fu uno dei manifesti del Futurismo.

Il manifesto

Si tratta della rielaborazione, in chiave architettonica, del Manifesto del futurismo di Marinetti, scritto riprendendo quasi interamente il testo del "Messaggio" pubblicato in precedenza nel catalogo della mostra "Nuove Tendenze".

Qui il testo integrale de "gli 8 punti":

  • PROCLAMO:
  1. Che l'architettura futurista è l'architettura del calcolo, dell'audacia temeraria e della semplicità; l'architettura del cemento armato, del ferro, del vetro, del cartone, della fibra tessile e di tutti quei surrogati del legno, della pietra e del mattone che permettono di ottenere il massimo della elasticità e della leggerezza;
  2. Che l'architettura futurista non è per questo un'arida combinazione di praticità e di utilità, ma rimane arte, cioè sintesi, espressione;
  3. Che le linee oblique e quelle ellittiche sono dinamiche, per la loro stessa natura, hanno una potenza emotiva superiore a quelle delle perpendicolare e delle orizzontali, e che non vi può essere un'architettura dinamicamente integratrice all'infuori di esse;
  4. Che la decorazione, come qualche cosa di sovrapposto all'architettura, è un assurdo, e che soltanto dall'uso e dalla disposizione originale del materiale greggio o nudo o violentemente colorato, dipende il valore decorativo dell'architettura futurista;
  5. Che, come gli antichi trassero ispirazione dell'arte dagli elementi della natura, noi - materialmente e spiritualmente artificiali - dobbiamo trovare quell'ispirazione negli elementi del nuovissimo mondo meccanico che abbiamo creato, di cui l'architettura deve essere la più bella espressione, la sintesi più completa, l'integrazione artistica più efficace;
  6. L'architettura come arte delle forme degli edifici secondo criteri prestabiliti è finita;
  7. Per architettura si deve intendere lo sforzo di armonizzare con libertà e con grande audacia, l'ambiente con l'uomo, cioè rendere il mondo delle cose una proiezione diretta del mondo dello spirito;
  8. Da un'architettura così concepita non può nascere nessuna abitudine plastica e lineare, perché i caratteri fondamentali dell'architettura futurista saranno la caducità e la transitorietà. Le case dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città. Questo costante rinnovamento dell'ambiente architettonico contribuirà alla vittoria del Futurismo, che già si afferma con le Parole in libertà, il Dinamismo plastico, la Musica senza quadratura e l'Arte dei rumori, e pel quale lottiamo senza tregua contro la vigliaccheria passatista.

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